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Numerazione fatture dal 2013

Il citato comma 325, lett. d), provvede a riscrivere l’art. 21, DPR n. 633/72, denominato “Fatturazione delle operazioni”, adeguandolo alla normativa comunitaria.

In particolare viene modificato il comma 2 che ora prevede che la fattura abbia un numero progressivo che la identifichi in modo univoco.

La previsione della nuova disposizione, in base alla quale il numero (progressivo) deve identificare la fattura in modo univoco deve essere tradotta nella realtà quotidiana delle imprese / lavoratori autonomi. Infatti, non sembra possibile che 2 fatture abbiano il medesimo numero, ancorché differenziate dalla data di emissione in 2 anni diversi.

Merita evidenziare che l’art. 226, Direttiva n. 2006/112/CE, denominato “Contenuto delle fatture” prevede, tra l’altro, l’indicazione di:

“2) un numero sequenziale, con una o più serie, che identifichi la fattura in modo unico”.

In attesa degli auspicabili chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate si propongono di seguito alcune interpretazioni del precetto normativo in esame:

•  Proseguire nel 2013 con la numerazione del 2012. Così, se l’ultima fattura emessa nel 2012 è la n. 458 la prima del 2013 sarà la n. 459, la seconda la n. 460 e così via. Ciò consentirebbe di poter “contare” da subito sulla univocità del documento.

•  Iniziare dal 2013 con la numerazione progressiva partendo da 1, senza alcun ulteriore elemento distintivo, proseguendo con la numerazione anche negli anni successivi.

Ciò non appare conforme alle nuove regole in quanto il n. 1 è già stato attribuito ad una fattura anche prima del 2013. Tuttavia potrebbe essere accettata sulla base del fatto che le nuove regole, come sopra accennato, sono applicabili alle operazioni effettuate dall’1.1.2013.

•  Iniziare dal 2013 con la numerazione progressiva nell’ambito di ciascun anno, inserendo nel numero della fattura l’anno di emissione della stessa.

Così, la prima fattura emessa avrà il n. 1/2013, la seconda il n. 2/2013, e così via. È possibile comunque invertire l’anno con il numero e pertanto avere la fattura n. 2013/1, n. 2013/2, e così via.

A nostro parere la seconda soluzione sembrerebbe la più corretta e attuabile anche in considerazione di eventuali fatture già emesse. Si consiglia, eventualmente, di contattare il gestore del software utilizzato.

In caso di adozione di registri IVA sezionali le predette soluzioni dovranno essere applicate per ogni serie di numerazione (individuate da una specifica lettera dell’alfabeto).

 

Ad ulteriore chiarimento, si allega di sotto la Risoluzione 1/E dell'Agenzia Entrate del 10/01/2013, nella quale si conferma la possibilità di proseguire con la numerazione delle fatture, senza alcuna modifica o ulteriore aggiunta rispetto alla attuale impostazione. E' fatta salva la possibilità di optare per le altre modalità di numerazione.